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La Basilicata, fu interessata, così come altre regioni meridionali, nei secoli VII e VIII da una architettura che si rifaceva alle costruzioni dei monaci basiliani che si rifugiarono in molte zone d’Italia meridionale per sfuggire ai rigori dell’imperatore Leone Isaurico che proibì la venerazione delle immagini sacre.
La presenza di monaci di s.Basilio è plausibile dal ritrovamento nella chiesa matrice, dedicata a s. Nicola di Bari, di una pietra che data 1659 e dove si fa menzione di una comunità dell’ordine basiliano.
Con il terremoto del 1456 crolla parte dell’antico Castello e al suo posto sorge, sul finire del XV secolo, il Palazzo Ducale. Fu costruito da maestranze napoletane, probabilmente su pianta diversa dall’originario castello feudale. Risulta scisso, morfologicamente, in due parti: nella prima si ha il recupero dei materiali e dei sistemi distributivi dell’antico castello o monastero, nella seconda parte dell’edificio, ala sud-ovest, risulta invece una diversa impronta nella distribuzione e nell’uso di elementi architettonici.
In questa parte, infatti, appaiono i segnali dei movimenti culturali di quegli anni che vedevano Napoli come centro avanzato di sperimentazione. Un primo ampliamento si ha con la famiglia Orsini (1500 circa) che, in seguito al matrimonio di uno dei figli, decide di ampliare il Palazzo e di migliorarlo sia statisticamente che funzionalmente. Nasce così la parte sud-ovest e il Palazzo si “arricchisce” di loggiati cinquecenteschi che, per continuità prospettica, sono prolungati lungo il fianco principale. Con l’avvento nel 1633 del barone Francesco Melazzi, i lavori procedono a ritmo lento; trasformazioni e cambiamenti di gusto fanno di questo palazzo un cantiere sempre aperto.
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Culturali e Am -bientali, ai sensi della legge .1089 dell’1 Giugno 1939, il Palazzo Ducale è stato dichiarato di ” interesse particolarmente importante ” e quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nella legge stessa. Recentemente è stato sottoposto a lavori di consolidamento e di restauro.
L’ importanza del Palazzo Ducale è da ricercare, oltre che negli avvenimenti storici di cui è stato scenario, nel costituire un elemento architettonico emergente in un paese che ricalca tutti gli schemi morfologici di urbanistica medievale. Sito sul punto più strategico della circonferenza del primo nucleo storico è imponente per le dimensioni e la complessità architettonica e caratterizza un intero percorso storico unendo, in maniera gradevole, vari stili caratteristici di periodi diversi. Si hanno così volte in pietra, portali bugnati, finestre bifore etc…
La sua importanza è data soprattutto dall’integrazione con il resto del centro storico dovuto a una reciproca influenza che ha motivato la morfologia di entrambi.
Così esso presenta uno spettacolare passaggio archivoltato (Arco del Duca, ora, Arco Melazzi, prima) che mette in comunicazione la zona del nucleo antico con l’esterno.
Ha così il doppio aspetto di porta di accesso e di chiusura essendo, per buon tratto parte integranre delle antiche mura; una sorta di interfaccia tra esterno e interno. La particolarità della struttura, oltre a far parte delle mura difensive del paese è anche nel suo modo di rapportarsi con la Piazza Principe Umberto (detta comunemente “Piano Maggio”). Il Palazzo non ha un fronte che affaccia sulla piazza ma da questa può essere apprezzato soltanto in una visione prospettica che fa percepire in pieno il classico gusto medioevale.
(Testo a cura di Maria Donata De Bonis)

Il palazzo ducale
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